Torre 5G a Moricone: cosa è stato deciso, cosa resta aperto
Questo sito non è contro il 5G. È per farlo bene.
Il 5 marzo 2026 il Consiglio Comunale di Moricone ha individuato l'area dell'ecocentro come sito per una torre di telecomunicazioni.
Dopo quella decisione sono state poste al Comune alcune domande tecniche che, per qualunque scelta che riguarda infrastrutture e territorio, dovrebbero ricevere risposta.
Le domande nascono da una relazione tecnica indipendente redatta da un cittadino residente a circa 200 metri dall'area dell'ecocentro.
Il documento è pubblico ed è scaricabile qui.
Il Comune ha scelto l'area dell'ecocentro
Il 5 marzo 2026 il Consiglio Comunale di Moricone ha individuato l'area dell'ecocentro comunale come sito per una torre che ospiterà antenne per la copertura dati della rete mobile di nuova generazione.
Tocca per chiudere
La delibera del Consiglio Comunale ha individuato l'ecocentro comunale come area destinata a ospitare la nuova infrastruttura.
Si tratta di una scelta importante perché individua il luogo in cui dovrebbe sorgere una torre per telecomunicazioni destinata a ospitare le antenne degli operatori.
Nel documento viene spiegato che il Consiglio ha compiuto un passaggio decisivo, ma che questa scelta si inserisce in una fase più ampia di valutazioni tecniche e amministrative.
Nel documento: sezione 2.1 — Cosa ha deciso il Consiglio e cosa resta aperto
Il Comune deve rispondere al Piano Italia 5G
Il progetto nasce dal Piano Italia 5G, un programma nazionale finanziato con fondi PNRR che prevede la copertura delle zone dove oggi il segnale mobile è assente o insufficiente. Le aree da coprire sono stabilite a livello nazionale e i Comuni coinvolti sono chiamati a consentire la realizzazione delle infrastrutture necessarie.
Tocca per chiudere
La scelta del sito non nasce da un'iniziativa isolata del Comune, ma da un programma nazionale che punta a portare copertura mobile nelle aree dove oggi il segnale non arriva bene.
Il Piano Italia 5G interviene proprio in queste zone, finanziando nuove infrastrutture nei territori dove gli operatori privati non investirebbero da soli.
Questo significa che il Comune non è chiamato a decidere se aderire o meno al piano, ma a gestire localmente una copertura già prevista a livello nazionale.
Nel documento: sezione 1.2 — Il Piano Italia 5G: lo Stato finanzia le zone senza copertura
Le aree da coprire sono già definite
Il piano non richiede di coprire genericamente il centro abitato, ma specifiche aree individuate nelle mappe nazionali delle "zone bianche". Nel caso di Moricone queste aree si trovano lungo la SS636 e nelle zone rurali circostanti.
Tocca per chiudere
Le aree che il piano richiede di coprire non coincidono automaticamente con tutto il paese. Sono aree precise del territorio, già individuate nelle mappe ufficiali, e nel caso di Moricone si trovano soprattutto lungo la SS636 e nelle zone rurali vicine.
Per questo è importante guardare la posizione del sito scelto dal Comune in relazione alle aree che il piano deve effettivamente servire.
Nel documento: sezione 3.2 — La geometria del territorio: dove è cosa
Il sito scelto si trova più in basso rispetto alle aree da coprire
L'area dell'ecocentro si trova a una quota altimetrica più bassa rispetto alle zone che il piano deve servire.
Il fatto che la torre sia in una posizione più bassa rispetto alla zona da coprire richiede un'altezza minima di almeno 30 metri. Per dare un'idea concreta di questa misura:
Tocca per chiudere
Il territorio intorno a Moricone ha una morfologia precisa: il centro abitato si trova su una parte più alta del rilievo, mentre l'area dell'ecocentro è collocata più in basso rispetto alle zone che il piano deve servire.
Quando si progettano reti mobili, la posizione della torre rispetto al territorio è un elemento importante perché il segnale radio si propaga più facilmente quando l'antenna si trova in posizione dominante rispetto all'area da coprire.
Se l'infrastruttura viene collocata in una posizione più bassa, possono essere necessarie configurazioni tecniche diverse per raggiungere le aree previste dal piano.
Nel documento: sezione 3.3 — Il problema del dislivello
La torre sarebbe molto vicina alle abitazioni
Nel sito individuato, la torre sorgerebbe a poche centinaia di metri dalle abitazioni presenti nell'area.
La linea arancione tratteggiata indica la quota della cima dell'antenna (212 m s.l.m.). Secondo le carte pubbliche disponibili, il terreno della prima abitazione più vicina si trova a circa 210 m s.l.m. — due metri più in basso della cima della torre. La cima dell'antenna potrebbe quindi trovarsi all'altezza del piano terra di quella casa.
Questa stima è basata su cartografia pubblica (DEM) e necessita di verifica con misurazione sul posto. Schema indicativo, scala verticale adattata per leggibilità.
Tocca per chiudere
In contesti collinari come quello di Moricone, quando una torre viene collocata in una posizione più bassa rispetto alle abitazioni, alcune antenne possono trovarsi alla stessa quota visiva delle case o in diretto allineamento con esse.
La normativa italiana sui campi elettromagnetici stabilisce limiti molto rigorosi che devono essere rispettati in qualunque situazione. Tuttavia la presenza visiva di una struttura di grandi dimensioni in prossimità delle abitazioni o alla stessa altezza del paesaggio abitato può generare nel tempo una percezione di disagio legata alla qualità del territorio.
Nel documento: sezione 3.4 — La vicinanza alle abitazioni
La classificazione "zona a servizi" non elimina la tutela dei residenti
La zona si chiama "zona a servizi". Ma chi ci abita accanto c'era prima della torre.
Tocca per chiudere
Nel caso dell'ecocentro è stato richiamato il fatto che l'area ricadrebbe in una "zona a servizi". Questa classificazione riguarda la destinazione urbanistica dell'area, ma non elimina la necessità di considerare il contesto reale: le abitazioni circostanti fanno parte dell'insediamento esistente e la loro presenza deve essere valutata nelle scelte che riguardano il territorio.
Chi ha costruito in quella zona lo ha fatto legittimamente, in un contesto che all'epoca non prevedeva un'infrastruttura di questo tipo.
La destinazione urbanistica può consentire la realizzazione di servizi pubblici, ma non esime l'amministrazione dal considerare l'impatto delle infrastrutture sui residenti e sul paesaggio locale.
Nel documento: sezione 5.2 — Il sito alternativo: un diritto del Comune e un dovere verso i cittadini
Potrebbe esistere un sito più adatto
La scelta di un sito per una torre di telecomunicazioni non è normalmente unica. Valutare più posizioni possibili permette di individuare quella che garantisce la copertura richiesta con il miglior equilibrio tra esigenze tecniche e caratteristiche del territorio.
Tocca per chiudere
Durante la progettazione di infrastrutture di telecomunicazione possono essere valutate diverse posizioni possibili. Questo permette di individuare la posizione che garantisce la copertura richiesta con il miglior equilibrio tra esigenze tecniche e caratteristiche del territorio.
Nella fase che precede eventuali decisioni definitive, il Comune può ancora verificare se esistono posizioni alternative che rispondano meglio agli obiettivi di copertura e al contesto locale.
Questo non significa rimettere in discussione la decisione del Consiglio o il progetto di copertura previsto, ma valutare se la soluzione individuata possa essere ulteriormente migliorata prima della realizzazione dell'infrastruttura.
Nel documento: sezione 5.2 — Il sito alternativo: un diritto del Comune e un dovere verso i cittadini
La scelta del sito richiede verifiche tecniche
Per progettare una rete mobile è necessario realizzare simulazioni radio che mostrano come il segnale si propagherà nel territorio. Questi dati permettono di verificare se il sito scelto è in grado di coprire le aree previste dal piano.
Tocca per chiudere
Prima della realizzazione di una nuova infrastruttura di telecomunicazione viene normalmente prodotta una simulazione radio, cioè un'analisi tecnica che mostra come il segnale si propagherà nel territorio.
Questa simulazione tiene conto di diversi fattori, tra cui l'altitudine del sito, la conformazione del territorio, gli ostacoli naturali e la posizione delle aree da coprire.
Si tratta di uno strumento importante perché permette di verificare se il sito individuato è effettivamente in grado di garantire la copertura prevista dal piano.
Rendere disponibili queste analisi tecniche nelle fasi iniziali del processo amministrativo è generalmente considerato un elemento di buona amministrazione e di trasparenza, soprattutto quando si tratta di infrastrutture destinate a restare nel territorio per molti anni.
Nel documento: sezione 4.2 — La simulazione radio: dato obbligatorio, non ancora depositato
Chi vive vicino a un sito sa cose che le mappe non mostrano
Una torre nasce per ospitare un operatore. Nel tempo può diventarne un polo per molti. Chi abita nelle vicinanze ha tutto l'interesse a saperlo prima che il contratto venga firmato — non dopo.
Tocca per chiudere
Il modello di business di Inwit si chiama co-location: sulla stessa torre possono installarsi nel tempo le antenne di operatori diversi. È un sistema razionale — riduce il numero di infrastrutture sul territorio — ma ha una conseguenza concreta: una torre ben posizionata, ottimizzata per coprire un intero paese, diventa automaticamente attrattiva per operatori aggiuntivi nel tempo.
Chi abita a 200 metri dall'ecocentro avrebbe posto questa domanda con naturalezza, se fosse stato coinvolto prima: "Quante antenne ci saranno su quella torre tra cinque anni?"
Una domanda del genere, posta prima della firma, si traduce in clausole contrattuali precise: limite al numero di operatori, obbligo di nuova valutazione tecnica ad ogni aggiunta, soglie parametriche che il Comune controlla. Posta dopo la firma, non ha risposta certa.
L'analisi tecnica depositata agli atti nasce esattamente da questo: da domande che si pongono quando si abita vicino a qualcosa, non quando lo si guarda da lontano. C'è ancora tempo per portare queste domande al tavolo, prima che il contratto venga chiuso.
Nel documento: sezione 2.2 — La logica della scelta del Comune: opportunità e rischio / sezione 5.4-B — Tecnologie future: vincolo parametrico
La torre non deve necessariamente sorgere su un terreno comunale
Per realizzare una infrastruttura di telecomunicazione non è necessario che il terreno sia di proprietà del Comune.
Tocca per chiudere
Nel processo di selezione del sito può sembrare naturale preferire un terreno comunale, perché questo viene spesso percepito come una garanzia di controllo sull'infrastruttura. In realtà è importante distinguere due ruoli diversi che il Comune esercita indipendentemente tra loro.
Come proprietario del terreno, il Comune negozia le condizioni del contratto di locazione.
Come autorità regolatoria, invece, il Comune mantiene il potere di autorizzare l'opera e di imporre condizioni urbanistiche vincolanti su qualunque sito del territorio comunale, pubblico o privato.
Aspetti come altezza della struttura, criteri paesaggistici, co-location tra operatori o monitoraggi ambientali derivano dal potere regolatorio dell'amministrazione, non dalla proprietà del terreno.
Nel documento: sezione 5.3 — Proprietà del terreno o potere regolatorio?
Anche il progetto della torre può avere condizioni precise
Quando viene realizzata una infrastruttura di telecomunicazione, il progetto può prevedere condizioni tecniche e urbanistiche definite con chiarezza.
Tocca per chiudere
Molti Comuni adottano strumenti di pianificazione specifici per le infrastrutture di telecomunicazione, spesso chiamati "piani antenne" o regolamenti per le stazioni radio base.
Questi strumenti permettono di stabilire in anticipo criteri chiari su localizzazione degli impianti, altezze massime, criteri paesaggistici e co-location tra operatori.
Definire queste regole prima della realizzazione delle infrastrutture consente all'amministrazione di gestire in modo più ordinato e trasparente la presenza delle antenne nel territorio.
Nel documento: sezione 5.1 — Prima della firma: le condizioni imprescindibili / sezione 5.4 — Le clausole contrattuali da negoziare
Il documento tecnico raccoglie dati, fonti e analisi
L'analisi tecnica utilizza dati pubblici, cartografie ufficiali e riferimenti normativi per ricostruire il contesto del progetto.
Tocca per chiudere
Il documento raccoglie informazioni provenienti da fonti ufficiali e documentazione pubblica, tra cui mappe territoriali, dati del Piano Italia 5G, rilievi altimetrici e riferimenti normativi.
L'obiettivo è offrire un quadro informativo chiaro e verificabile che permetta a cittadini e amministrazione di comprendere meglio il progetto e il contesto territoriale.
Nel documento: Analisi tecnica e territoriale — Torre di telecomunicazioni Moricone