Domande frequenti
Risposte dirette per chi arriva su questo sito senza conoscere la vicenda.
Questo sito è contro il 5G?
▼No. Il 5G è una tecnologia necessaria e il Piano Italia 5G — finanziato con fondi PNRR — serve a colmare un divario reale di copertura mobile nelle aree rurali. Moricone ha un problema di connettività lungo la SS636 e un'infrastruttura che lo risolva è nell'interesse della comunità.
Le domande che questo sito pone riguardano il come, non il se: il sito scelto è il più adatto allo scopo? Il contratto tutela i cittadini residenti e il territorio nel tempo? Sono domande tecniche e amministrative ragionevoli, non opposizione al progetto.
A che punto è il procedimento?
▼La delibera n. 9/2026 autorizzava la firma del contratto di locazione. Il procedimento autorizzativo è poi avanzato: secondo quanto dichiarato pubblicamente dal Sindaco (Tiburno TV, 28 aprile 2026), il parere ARPA favorevole è stato ricevuto il 16 aprile 2026; l'istanza è stata pubblicata all'albo pretorio il 30 aprile 2026 (n. 302/2026); il procedimento presso il SUAP dell'Unione della Sabina Romana si è concluso il 1° giugno 2026 con la determinazione di conclusione positiva della Conferenza di Servizi (prot. 1502). Le amministrazioni coinvolte — ARPA Lazio, Comune di Moricone, ASL RM5, ACEA-ATO2 — non hanno fatto pervenire provvedimenti entro il termine.
Cos'è il Piano Italia 5G e cosa c'entra con Moricone?
▼Il Piano Italia 5G – Densificazione è un programma finanziato con fondi PNRR (il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, finanziato dall'Unione Europea) che installa torri per la copertura mobile nelle cosiddette "zone bianche" — aree dove gli operatori privati non installerebbero antenne perché economicamente non conveniente.
Inwit S.p.A. (Infrastrutture Wireless Italiane) si è aggiudicata tramite gara pubblica la realizzazione di circa 1.385 siti in tutta Italia. Per Moricone, la mappa ufficiale Infratel individua diverse zone bianche lungo la SS636, la strada statale a est del paese. La scadenza per completare le installazioni è il 30 giugno 2026.
Cosa è stato chiesto al Comune e perché? (prot. n. 1456/2026)
▼Il 9 marzo 2026 sono state depositate al Comune cinque richieste formali di accesso agli atti (protocollo n. 1456), basate sul diritto di accesso civico generalizzato (D.Lgs. 33/2013) e sull'accesso documentale (L. 241/1990).
Le richieste riguardano i dati tecnici che il Comune dovrebbe conoscere prima di firmare un contratto di lunga durata: il tracciato del collegamento in fibra (backhauling FiberCop); la simulazione radio professionale con l'altezza minima effettiva della torre; una simulazione comparativa per almeno un sito alternativo; il testo della proposta contrattuale Inwit; la delibera del 5 marzo 2026 con gli atti istruttori, inclusa la perizia di stima.
Non si tratta di richieste ostruzionistiche: sono le informazioni che qualsiasi amministrazione responsabile dovrebbe avere agli atti prima di impegnarsi contrattualmente per decenni su un'infrastruttura permanente.
Perché una richiesta sull'antenna che esiste già?
▼Nel contratto per la nuova torre il Comune ha introdotto clausole di verifica periodica con ARPA Lazio, presentandole come garanzia di controllo nel tempo. Un impegno analogo esiste già: il Regolamento comunale n. 39/2005, tuttora vigente, prevede all'art. 10 che i gestori degli impianti comunichino ogni sei mesi al Comune i risultati delle analisi sulle emissioni, e che il Comune effettui proprie analisi periodiche, addebitandone i costi ai gestori.
Sul territorio comunale esiste un impianto ricetrasmittente, a Colle Screbia, attivo da anni nell'ambito di vigenza di quel regolamento. La terza richiesta di accesso chiede i documenti che attestano l'attuazione di quegli obblighi: le relazioni ricevute, le analisi effettuate, gli atti di incarico e di addebito. Sono informazioni ambientali, accessibili a chiunque per legge.
Il Regolamento comunale n. 39/2005 prevedeva obblighi più stringenti di quanto stabilito nella bozza di contratto della nuova torre: comunicazioni semestrali obbligatorie dei gestori al Comune e analisi periodiche effettuate dal Comune stesso, con costi a carico dei gestori (art. 10). Nessun atto pubblico documenta che questi controlli siano mai stati effettuati nei vent'anni di vita dell'impianto.
Quante richieste sono state fatte e con quale esito?
▼Sono state depositate tre richieste di accesso agli atti.
La prima (9 marzo 2026) ha ricevuto risposta l'8 aprile, ma senza la perizia di stima e parte degli atti istruttori richiesti.
La seconda, integrativa (14 aprile 2026), non ha ricevuto risposta entro il termine di legge: il 15 maggio è stato presentato ricorso al Difensore Civico, oggi in attesa di pronuncia.
La terza (9 giugno 2026) riguarda l'impianto già esistente di Colle Screbia e gli obblighi di controllo sulle emissioni previsti dal regolamento comunale del 2005. È in attesa di risposta.
Qual è il problema con il sito dell'ecocentro?
▼Distanza verticale (quota altimetrica)
L'ecocentro si trova a circa 182 metri sul livello del mare. Le zone bianche da coprire lungo la SS636 si trovano tra 259 e 287 metri di quota. Una torre da 30 metri installata all'ecocentro avrebbe la cima a circa 212 metri — significativamente più bassa delle aree che deve servire. Questo dislivello sfavorevole potrebbe richiedere una struttura più alta o soluzioni tecniche aggiuntive che, rispetto a un sito in posizione altimetrica più favorevole, si tradurrebbero in un impatto maggiore per i residenti.
Distanza orizzontale (vicinanza alle case)
Il sito dista circa 200 metri dalle prime abitazioni. Secondo quanto riferito da chi era presente alla seduta del 5 marzo 2026 — informazione non riscontrabile nella trascrizione ufficiale — la vicinanza alle abitazioni sarebbe già stata un criterio di esclusione per altri siti pubblici. Quel che risulta con certezza è che nessun sito alternativo è stato mai messo a confronto (prot. n. 2106 dell'8 aprile 2026): qualunque fosse il criterio realmente applicato, una valutazione comparativa non c'è mai stata.
Perché una seconda richiesta di accesso agli atti? (prot. n. 2211/2026)
▼Il 14 aprile 2026 è stata inviata via PEC una richiesta integrativa (protocollo n. 2211), trasmessa per conoscenza a tutti i consiglieri comunali e ai componenti della Giunta.
La seconda richiesta nasce da tre necessità distinte. Primo, ottenere i documenti non trasmessi con la prima risposta: la perizia di stima, la nota Inwit prot. 8194 del 22 dicembre 2025 e la corrispondenza contrattuale. Secondo, chiedere conto di elementi emersi per la prima volta nella risposta dell'8 aprile: in particolare l'approvazione del sito da parte di Infratel Italia, citata come fatto compiuto ma non documentata in nessun atto pubblico precedente. Terzo, acquisire la documentazione istruttoria citata nel preambolo della delibera — esiti scritti degli incontri del 17 settembre, 25 settembre e 23 ottobre 2025 — e chiarire su quale base tecnica sia stato rigettato il primo sito e approvato il secondo.
La richiesta comprende 10 punti distinti. Il termine di risposta del 14 maggio 2026 è decorso senza riscontro. Il 15 maggio 2026 è stato presentato ricorso al Difensore Civico della Città Metropolitana di Roma Capitale (prot. CMRC-2026-0116998) ai sensi dell'art. 25, comma 4, della L. 241/1990. Il 4 giugno 2026 è stata inviata segnalazione formale al Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza del Comune (prot. n. 3269).
Cosa succede quando il Comune non risponde?
▼La legge prevede trenta giorni per rispondere a una richiesta di accesso agli atti. Decorso il termine, il silenzio equivale a diniego (art. 25, c. 4, L. 241/1990) ed è possibile ricorrere al Difensore Civico della Città Metropolitana — gratuitamente e senza avvocato — o al TAR.
È già accaduto: alla richiesta integrativa del 14 aprile 2026 (prot. n. 2211) il Comune non ha risposto entro il termine del 14 maggio. Il 15 maggio è stato presentato ricorso al Difensore Civico (prot. CMRC-2026-0116998), la cui pronuncia è attesa.
Chi gestisce questo sito?
▼Questo sito è gestito da un cittadino residente nel Comune di Moricone, con la propria abitazione a circa 200 metri dall'area dell'ecocentro.
Non ha interessi economici nella vicenda, non rappresenta associazioni, comitati o gruppi politici, e non è affiliato a nessuna lista o partito. L'analisi tecnica depositata al Comune è firmata e disponibile in download: chi vuole verificare l'identità dell'autore può farlo leggendo il documento.
L'obiettivo di questo sito è uno solo: seguire il procedimento amministrativo con i dati disponibili e rendere pubblica la documentazione raccolta.
Cosa prevede il contratto sulla tecnologia installabile?
▼Lo schema di contratto pubblicato sull'albo pretorio unitamente agli atti della delibera indica all'Art. 2 che l'immobile potrà essere utilizzato per installare infrastrutture con "qualunque tecnologia esistente o futura", senza che ciò comporti oneri aggiuntivi o maggiorazioni di canone a favore del Comune.
Questo significa che il contratto, così come formulato, non limita l'utilizzo al solo 5G: la stessa infrastruttura potrà ospitare nel tempo le antenne di più operatori e tecnologie diverse. La questione di quante antenne e di quanti operatori potranno installarsi sulla torre nel tempo — la cosiddetta co-location — resta aperta e non è regolata da parametri specifici nel testo attualmente disponibile.
Su proposta di alcuni consiglieri, prima del voto è stato approvato un emendamento che introduce verifiche periodiche con ARPA Lazio e il diritto del Comune di recedere in caso di violazione dei limiti elettromagnetici. Si tratta di un passo nella direzione giusta. La questione dei parametri tecnici per le tecnologie future resta aperta.