Domande frequenti
Risposte dirette per chi arriva su questo sito senza conoscere la vicenda.
Questo sito è contro il 5G?
No. Il 5G è una tecnologia necessaria e il Piano Italia 5G — finanziato con fondi PNRR — serve a colmare un divario reale di copertura mobile nelle aree rurali. Moricone ha un problema di connettività lungo la SS636 e un'infrastruttura che lo risolva è nell'interesse della comunità.
Le domande che questo sito pone riguardano il come, non il se: quale sito è più adatto? L'altezza annunciata di 30 metri è quella effettivamente necessaria? Il contratto tutela il territorio nel tempo? Sono domande tecniche e amministrative legittime, non opposizione al progetto.
Il contratto è già stato firmato?
Allo stato degli atti pubblicamente disponibili, il contratto tra il Comune di Moricone e Inwit non risulta ancora firmato.
La delibera n. 9/2026 del 5 marzo 2026, ora pubblica sull'albo pretorio (n. 186, dal 16 al 31 marzo 2026), autorizza la firma del contratto — ma si tratta di un atto separato e successivo alla delibera stessa. Il verbale del Consiglio Comunale lo conferma esplicitamente.
Per conoscere lo stato attuale è possibile richiedere gli atti al Comune.
Per i contenuti dello schema di contratto allegato alla delibera: Lo schema di contratto — cosa prevede.
Cos'è il Piano Italia 5G e cosa c'entra con Moricone?
Il Piano Italia 5G – Densificazione è un programma finanziato con fondi PNRR (il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, finanziato dall'Unione Europea) che installa torri per la copertura mobile nelle cosiddette "zone bianche" — aree dove gli operatori privati non installerebbero antenne perché economicamente non conveniente.
Inwit S.p.A. (Infrastrutture Wireless Italiane) si è aggiudicata tramite gara pubblica la realizzazione di circa 1.385 siti in tutta Italia. Per Moricone, la mappa ufficiale Infratel individua diverse zone bianche lungo la SS636, la strada statale a est del paese. La scadenza per completare le installazioni è il 30 giugno 2026.
Cos'è stato chiesto al Comune e perché?
Il 9 marzo 2026 sono state depositate al Comune cinque richieste formali di accesso agli atti (protocollo n. 1456), basate sul diritto di accesso civico generalizzato (D.Lgs. 33/2013) e sull'accesso documentale (L. 241/1990).
Le richieste riguardano i dati tecnici che il Comune dovrebbe conoscere prima di firmare un contratto di lunga durata: dove si attesta la fibra di collegamento, qual è l'altezza minima effettivamente necessaria per la torre, se esiste un sito alternativo tecnicamente equivalente, e quali sono le condizioni contrattuali negoziate con Inwit.
Non si tratta di richieste ostruzionistiche: sono informazioni che qualsiasi amministrazione responsabile dovrebbe avere agli atti prima di impegnarsi contrattualmente per decenni.
Qual è il problema con il sito dell'ecocentro?
L'ecocentro si trova a 182 metri sul livello del mare. Le zone bianche da coprire lungo la SS636 si trovano tra 259 e 287 metri. Una torre da 30 metri installata all'ecocentro avrebbe la cima a 212 metri — significativamente più bassa delle aree che deve coprire.
Questo dislivello sfavorevole solleva una domanda tecnica precisa: 30 metri sono davvero sufficienti, o la simulazione radio professionale — che non è ancora stata depositata agli atti — potrebbe indicare un'altezza maggiore? Un'altezza maggiore significherebbe un impatto visivo maggiore di quello attualmente comunicato.
In aggiunta, il sito dista circa 200 metri dalle prime abitazioni. Nel processo di selezione il Comune ha scartato altri siti proprio per la vicinanza alle abitazioni: quel criterio merita di essere applicato con coerenza.
Cosa succede se il Comune non risponde entro l'8 aprile 2026?
Il Comune ha 30 giorni di tempo per rispondere alle richieste di accesso agli atti depositate il 9 marzo 2026. La scadenza è l'8 aprile 2026.
In caso di silenzio o diniego privo di motivazione adeguata, è possibile presentare ricorso al RPCT — il Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza del Comune. In ultima istanza è possibile ricorrere al TAR.
Gli aggiornamenti su questo sito seguiranno la risposta del Comune.
Chi gestisce questo sito?
Questo sito è gestito da un cittadino residente nel Comune di Moricone, con la propria abitazione a circa 200 metri dall'area dell'ecocentro.
Non ha interessi economici nella vicenda, non rappresenta associazioni, comitati o gruppi politici, e non è affiliato a nessuna lista o partito. L'analisi tecnica depositata al Comune è firmata e disponibile in download: chi vuole verificare l'identità dell'autore può farlo leggendo il documento.
L'obiettivo di questo sito è uno solo: seguire il procedimento amministrativo con i dati disponibili e rendere pubblica la documentazione raccolta.
Cosa prevede il contratto sulla tecnologia installabile?
Lo schema di contratto pubblicato sull'albo pretorio unitamente agli atti della delibera indica all'Art. 2 che l'immobile potrà essere utilizzato per installare infrastrutture con "qualunque tecnologia esistente o futura", senza che ciò comporti oneri aggiuntivi o maggiorazioni di canone a favore del Comune.
Questo significa che il contratto, così come formulato, non limita l'utilizzo al solo 5G: la stessa infrastruttura potrà ospitare nel tempo le antenne di più operatori e tecnologie diverse. La questione di quante antenne e di quanti operatori potranno installarsi sulla torre nel tempo — la cosiddetta co-location — resta aperta e non è regolata da parametri specifici nel testo attualmente disponibile.
Su proposta di alcuni consiglieri, prima del voto è stato approvato un emendamento che introduce verifiche periodiche con ARPA Lazio e il diritto del Comune di recedere in caso di violazione dei limiti elettromagnetici. Si tratta di un passo nella direzione giusta. La questione dei parametri tecnici per le tecnologie future resta aperta.